Capita di trovare nella cassetta della posta una multa da autovelox per un viaggio di settimane prima e non ricordare nemmeno quel tratto di strada. Oggi però chi guida ha a disposizione strumenti digitali che, se usati con criterio, possono aiutare sia a contestare un verbale ingiusto, sia a evitare di perdere punti preziosi. Una dashcam è una piccola videocamera montata in auto che registra in continuo ciò che avviene davanti (e spesso dietro) al veicolo; serve a documentare traffico, manovre e talvolta la velocità indicata sul cruscotto, diventando una prova in più in caso di contestazione.
La primavera 2026 porta più spostamenti nel weekend, più controlli e una rete di autovelox sempre più fitta e digitale. In molti casi bastano pochi km/h oltre il limite per una sanzione da alcune decine di euro e la perdita di 3 punti, con effetti a catena anche sul premio assicurativo.
Capire la multa con i dati
Il primo passo è leggere con calma il verbale: data, ora, limite di velocità, velocità rilevata e posizione esatta dell’autovelox. Con questi elementi puoi confrontare i tuoi dati, se li hai: registrazioni della dashcam, storico del navigatore o app che tracciano i viaggi tramite GPS (sistema satellitare di posizionamento).
Molte dashcam salvano anche la velocità rilevata dal GPS integrato, con margini di errore di pochi km/h. Se il video mostra che viaggiavi stabilmente sotto il limite più la tolleranza (di solito intorno al 5% o 5 km/h), hai un elemento concreto per chiedere verifiche sull’accertamento.
Foto, documenti e richieste online
Quasi tutti gli enti permettono di visionare la foto dell’infrazione online tramite codice del verbale. Vale la pena scaricarla subito e salvarla insieme al PDF della multa e a eventuali screenshot del percorso dal navigatore, in una cartella dedicata, perché i portali spesso hanno scadenze o limiti di accesso.
Per inviare un ricorso in modo tracciabile è spesso utile la PEC (posta elettronica certificata), che dà valore legale simile a una raccomandata e conserva ricevute con data e ora di invio. L’accesso con SPID o CIE (identità digitale con tessera elettronica) sui siti istituzionali permette di compilare moduli online, allegare file fino a qualche MB e seguire lo stato della pratica senza code allo sportello.
Proteggere la patente con l’elettronica di bordo
Per evitare di arrivare al punto di dover fare ricorso, conviene usare bene ciò che molte auto recenti già offrono. I sistemi ADAS (Advanced Driver Assistance Systems, aiuti elettronici alla guida) includono limitatore di velocità, cruise control adattivo e, sui modelli più nuovi, l’ISA (Intelligent Speed Assistance, assistente intelligente alla velocità). In poche parole, l’ISA legge i limiti tramite cartelli e mappe e ti avvisa se li superi; serve a mantenere automaticamente la velocità entro un margine impostato, soprattutto nei tratti con molti autovelox.
Anche le comuni app di navigazione offrono avvisi dei limiti e segnalano spesso gli autovelox fissi. Tenere l’audio attivo e impostare un avviso sonoro qualche km/h prima del limite reale aiuta a compensare la distrazione nei tratti monotoni, dove capita più facilmente di superare i 50 o i 70 km/h senza accorgersene.
Monitorare punti e assicurazione
Un altro uso intelligente del digitale è il controllo periodico dei propri punti patente tramite i servizi online dedicati. Bastano pochi minuti ogni qualche mese per verificare se ci sono decurtazioni non ricordate, evitando sorprese quando si sommano più violazioni ravvicinate.
Alcune polizze telematiche con “scatola nera” registrano stile di guida, orari, velocità e frenate brusche. Questi dispositivi possono talvolta fornire report utili a chiarire la dinamica di una presunta infrazione, anche se l’accesso ai dati e il loro valore in giudizio dipendono dal contratto e vanno valutati con il proprio assicuratore o un consulente.
Checklist
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Appena ricevi la multa, segna la scadenza per il pagamento scontato e per il ricorso sul calendario dello smartphone.
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Scarica subito foto, verbale e salvali con data e targa in una cartella dedicata sul cloud o sul telefono.
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Controlla dashcam, GPS e qualsiasi registro dei viaggi per confrontare orario, posizione e velocità.
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Se emergono dubbi fondati, prepara un breve riepilogo dei fatti e invialo con PEC o tramite il portale online allegando le prove digitali.
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Attiva su auto e navigatore gli avvisi sui limiti e verifica ogni 6–12 mesi i punti patente, così da proteggere nel tempo la tua idoneità alla guida.
Usare con metodo questi strumenti non garantisce di vincere ogni ricorso, ma può fare la differenza tra una sanzione subita e una davvero motivata. E, soprattutto, aiuta a trasformare l’elettronica di bordo da semplice optional in un alleato concreto per la sicurezza e per la tua patente.