Stai programmando le vacanze estive e ti chiedi se con l’auto elettrica riuscirai a viaggiare sereno, tra ricarica rapida, costi e assicurazione? Nel 2026 l’infrastruttura di ricarica è cresciuta, ma per non trasformare il viaggio in un’incognita serve un minimo di preparazione. La ricarica rapida in corrente continua (DC) è il sistema che consente di passare dal 10 all’80% di batteria in poche decine di minuti, sfruttando potenze molto più alte delle colonnine “lente”. È pensata soprattutto per i lunghi trasferimenti, mentre la ricarica in corrente alternata (AC) copre i pieni di energia più tranquilli, di notte o durante soste prolungate.
Autonomia e soste estive
L’autonomia dichiarata WLTP (ciclo di omologazione europeo) è una stima di laboratorio e, in vacanza, raramente coincide con la realtà. Con clima acceso, auto a pieno carico e velocità da autostrada, è normale perdere il 15–30% rispetto al dato ufficiale.
Per i viaggi oltre 300 km conviene ragionare su una “autonomia utile” pari al 60–70% della capacità batteria, così da non arrivare mai a zero e non dover ricaricare oltre l’80% dove la potenza cala molto. Una citycar da 40 kWh (chilowattora, unità che misura l’energia) può tradursi in 180–230 km reali di autostrada; un modello da 60–70 kWh può permettere 280–380 km, sempre in funzione di velocità e clima.
Tempi di ricarica rapida
Nel 2026 sono diffuse colonnine rapide fra 50 e 150 kW, con alcuni punti ultrarapidi oltre i 200 kW. La potenza effettiva, però, dipende anche dall’auto: se il veicolo accetta al massimo 100 kW, non sfrutterà appieno una presa da 150 o 300 kW.
In condizioni estive tipiche, passare dal 10 all’80% può richiedere 20–30 minuti con potenze elevate e 35–50 minuti sulle colonnine più lente o con batterie di grande capacità. Per tratte lunghe è sensato pianificare soste da 20–40 minuti ogni 200–300 km, sincronizzandole con pausa pranzo o caffè, riducendo lo stress e il rischio di arrivare a secco.
Costi reali di viaggio
Il vero risparmio si gioca su dove e come si ricarica. Una ricarica domestica in fascia conveniente può costare fra 0,20 e 0,35 €/kWh, mentre alle colonnine pubbliche rapide si oscilla spesso fra 0,50 e 0,90 €/kWh, a seconda del gestore e dell’eventuale tariffa a consumo o a tempo.
Tradotto in pratica: un’auto che consuma 17–20 kWh/100 km spenderà in media 3,5–7 € ogni 100 km se caricata soprattutto a casa, ma può arrivare a 9–16 €/100 km se ci si affida quasi solo alla ricarica rapida. Su percorsi misti, il costo per 1.000 km di vacanza può variare grossomodo fra 50 e 150 €, mentre un’auto benzina di pari categoria, agli attuali prezzi medi, può stare nell’ordine di 110–200 € per la stessa distanza.
Attenzione anche alle tariffe a tempo nelle aree molto frequentate: se si lascia l’auto collegata oltre il tempo necessario, scattano spesso penali orarie dopo il raggiungimento dell’80% o dopo un certo numero di minuti. È una forma di “anti-occupazione” delle colonnine, che può alzare il conto finale se non si torna in tempo al parcheggio.
Assicurazione e rischi specifici
Nel 2026 le polizze RC Auto non fanno più una distinzione netta fra termica ed elettrica per la sola responsabilità civile, ma cambiano molto garanzie accessorie e valori assicurati. Il costo annuo può essere simile a un’auto tradizionale di pari potenza fiscale, ma i pacchetti più completi includono voci dedicate.
Le coperture “kasko” e furto/incendio, ad esempio, spesso prevedono massimali specifici per batteria e cavi, che rappresentano una delle parti più costose del veicolo. Alcune compagnie offrono clausole per danni in ricarica (corto circuito, sovratensione, vandalismi sulla colonnina) e per la wallbox domestica, trattata come bene assicurato aggiuntivo.
Interessante anche l’assistenza stradale: il traino di un’elettrica richiede spesso mezzi e procedure dedicate e, in certe formule, è prevista la ricarica di emergenza sul posto o il trasporto fino alla colonnina più vicina. Verificare se queste voci sono incluse di serie o solo a pagamento può evitare sorprese nel pieno del viaggio estivo.
Checklist
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Calcola l’autonomia reale: considera un margine del 20–30% in meno rispetto al WLTP per viaggi estivi veloci.
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Pianifica 1–2 soste rapide da 20–40 minuti ogni 200–300 km, evitando di contare sull’ultimo 10% di batteria.
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Confronta prima i costi di ricarica: casa vs colonnine lente vs ricarica rapida, per stimare il budget complessivo.
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Leggi con attenzione le condizioni della tua polizza: batteria, cavi, wallbox e assistenza stradale non sono sempre coperti allo stesso modo.
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Controlla eventuali penali per sosta prolungata sulle colonnine nelle aree molto frequentate, per non regalare decine di euro in vacanza.
Con qualche conto in anticipo su autonomia, fermate e coperture assicurative, il viaggio estivo in elettrico può diventare prevedibile e relativamente economico. L’importante è non improvvisare e trattare energia, tempi di ricarica e assicurazione con la stessa attenzione che si dedica a hotel e bagagli.